Le due facce contrapposte di sintomatologia ansiosa e stress e come intervenire quando determinano disagi fisici e psicologici.

 “Che stress!”

“Questa situazione mi mette ansia.”

“Dai, su, non mi stressare!”

“Ho un’ansia addosso che nemmeno immagini…”

 

Quante volte abbiamo detto o sentito pronunciare frasi come queste? Al giorno d’oggi tutti usiamo e abusiamo di questi termini, ma siamo sicuri di conoscere la loro origine e di sapere che significato abbiano realmente?

 

Il vero significato di ansia e stress

 

Entrambe le parole derivano dalla lingua latina e, più precisamente, l’una dall’aggettivo strictus (serrato o compresso)1 e l’altra dal verbo angor (essere soffocato o stritolato)2: due sensazioni davvero sgradevoli e che difficilmente vorremmo sperimentare!

 

È il momento però di sfatare un mito: non solo lo stress non è uno stato emotivo, ma ha solamente in parte a che fare con la connotazione spiccatamente negativa che siamo soliti dargli.

 

In realtà la parola stress è stata “presa in prestito” dall’ingegneria, dove indica la tensione e lo sforzo cui è sottoposto un materiale rigido in condizioni di sollecitazione, per poi essere applicata in ambito biologico e medico, grazie alle brillanti intuizioni del fisiologo Hans Selye. Quest’ultimo infatti, studiando il comportamento degli animali da laboratorio, aveva osservato che gli stimoli ambientali producevano un’alterazione dell’equilibrio tra ambiente e organismo, e quindi una risposta da parte di quest’ultimo. Selye definì dunque lo stress come la risposta funzionale non specifica dell’organismo ad una sollecitazione3.

 

Come funziona lo stress?

 

Inizialmente l’organismo mette in atto meccanismi fisici e mentali per essere pronto a fronteggiare la situazione di pericolo (fase di allarme), quindi cerca di adattarsi alla situazione e di contrastare gli effetti negativi dell’affaticamento prolungato, tramite risposte mediate dagli ormoni prodotti dalle ghiandole endocrine (fase di resistenza). A questo punto, se lo stimolo stressante continua e il tentativo di adattamento non è efficace, le difese psicofisiche crollano (fase di esaurimento)4.

 

Lo stress: negativo o positivo?

 

Lo stress ha evidentemente due facce contrapposte: da una parte il cosiddetto eustress o stress positivo, motore del cambiamento e indispensabile alla vita, determinato dalle stimolazioni costruttive; dall’altra invece il distress o stress negativo, che produce effetti sfavorevoli permanenti ed è causato dall’esposizione prolungata a stimoli cui l’organismo non riesce a far fronte3.

 

In sostanza, nel linguaggio comune lo stress coincide con il distress: è infatti il distress ad instaurare un logorio progressivo della struttura psichica e/o somatica e a provocare l’insorgenza di alcune patologie. L’aumento incontrollato delle secrezioni ormonali, cortisolo in primis, tipico del distress si traduce in un’iperattivazione dell’organismo che reagisce in maniera sproporzionata a stimoli di lieve entità o rimane attivo anche in assenza di eventi stressanti3.

 

Dalla sintomatologia ansiosa al disturbo d’ansia generalizzato

 

Una conseguenza dell’eustress è quella che viene chiamata sintomatologia ansiosa, un’emozione adattativa che favorisce la sopravvivenza degli individui, inviando loro un messaggio di allerta di fronte a un potenziale pericolo5.

 

La sintomatologia ansiosa racchiude emozioni del tutto normali, ma in caso di forte stress può diventare un potenziale problema5.

 

Si parla allora di disturbo d’ansia generalizzato (GAD), disordine caratterizzato da disturbi somatici che riflettono un’iperattività del sistema nervoso autonomo: sudorazione, sensazione di freddo, mani appiccicose, bocca secca, nodo alla gola, respiro poco profondo, vampate di rossore, tachicardia, nausea, diarrea e aumento della frequenza delle urine6.

 

I trattamenti che sono impiegati per combattere stress e GAD sono vari e spaziano dalla psicoterapia, alla terapia cognitiva comportamentale, a farmaci e piante medicinali contenenti principi attivi dotati di attività antidepressive, ansiolitiche e sedative7.

  1. Woolfolk, R. L., Lehrer, P. M. & Allen, L. A. The concept of stress – History in Principles and practice of stress management 6 (Guilford Publications, 2007).
  2. Crocq, M.-A. A history of anxiety: from Hippocrates to DSM. Dialogues in Clinical Neuroscience 17, 319–325 (2015).
  3. Selye, H. Stress without Distress in Psychopathology of Human Adaptation 137–146 (Springer US, 1976).
  4. Selye, H. The General-Adaptation-Syndrome. Annual Review of Medicine 2, 327–342 (1951).
  5. Corr, P. J. Anxiety: Splitting the phenomenological atom. Personality and Individual Differences 50, 889–897 (2011).
  6. Lader, M. Generalized Anxiety Disorder in Encyclopedia of Psychopharmacology 699–702 (Springer Berlin Heidelberg, 2015).
  7. Bandelow, B., Michaelis, S. & Wedekind, D. Treatment of anxiety disorders. Dialogues in Clinical Neuroscience 19, 93–107 (2017).